Caltagirone

Caltagirone

 

1Situata nella Sicilia centrale, al centro del territorio Calatino, è famosa per la produzione della ceramica, attività sviluppatasi nei secoli a partire dai tempi degli antichi Greci. Dopo un passato glorioso che la vide per oltre due millenni roccaforte privilegiata per bizantini, arabi, genovesi e normanni, che controllavano le due piane (quella di Catania e quella di Gela), oggi Caltagirone vive un periodo di rinnovato sviluppo, grazie principalmente a due grandi risorse: la tradizionale produzione della ceramica e il turismo. Ricca di chiese, pregevoli palazzi e ville settecentesche, per l’eccezionale valore del suo patrimonio monumentale il suo centro storico è stato insignito del titolo di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO nel 2002, insieme con il Val di Noto. La città è ubicata sulla sella di collegamento tra i monti Erei e gli Iblei, ed è attraversata dalla Strada statale 417, che la collega a Catania e a Gela. Caltagirone si trova circa 70 km a sud-ovest del capoluogo, a 60 km da Ragusa e da Enna e a 37 km da Gela, che rappresenta il suo sbocco al mare. La città (608 metri s.l.m. nella parte alta) si sviluppa su tre colli adiacenti alla catena dei monti Erei e presenta un assetto urbanistico in cui la parte del centro storico, collocata più in alto, è nettamente distinta dalla zona di nuova espansione, più a sud-est.

Territorio

2La città sorge al margine occidentale della provincia, a 608 m di altitudine, adagiata sulle tre colline che, formando un anfiteatro naturale, costituiscono lo spartiacque tra le valli del fiume Maroglio, che sfocia nel golfo di Gela, e quella del Caltagirone che scende verso la piana di Catania. Nella parte meridionale si trova un piccolo altopiano sabbioso dove sorge il piccolo borgo di Santo Pietro con la sua riserva naturale. Dall’altopiano si può godere il panorama del golfo di Gela. Sempre nella parte meridionale sorge la frazione di Granieri, a 351 m di altitudine, entrato a far parte del territorio di Caltagirone nei primi anni del Novecento.

 

Preistoria

Sin dall’antichità la località fu scelta per la sua posizione privilegiata che essendo sullo spartiacque che divide le due più vaste pianure della Sicilia, la Piana di Gela e la Piana di Catania, le consentiva di controllare e difendere un vasto territorio. I primi insediamenti stabili nel territorio dell’odierna Caltagirone risalgono alla preistoria. Il più antico insediamento del territorio finora noto è il Riparo Cafici, nella valle di Terrana, risalente al Paleolitico superiore o al primoMesolitico. Gli scavi archeologici effettuati in contrada Sant’Ippolito – alle sorgenti del fiume Caltagirone – hanno portato alla luce i resti di un villaggio neolitico abitato ininterrottamente sino all’arrivo dei Greci. Poco distante, in contrada Montagna, vi è una vasta necropoli risalente alla tarda età del bronzo. Meritano particolare attenzione le tombe a tholos. Sulle colline che dominano la vallata del fiume Maroglio si trova il grande centro prima indigeno e poi greco di Monte San Mauro con resti di edifici tra i quali un anaktoron. Altri insediamenti preistorici si trovano nelle contrade Moschitta, Paradiso, Piano dell’Angelo e nella stessa Caltagirone.

Dai Romani al Medioevo

Il nome Caltagirone è menzionato per la prima volta nel 1143 in un documento col quale re Ruggero II concede ai Caltagironesi i feudi di Judica e Santo Pietro. In questo documento è citata col nome di “Calatageron”, termine sicuramente di origine araba. In riferimento alla locale lavorazione dell’argilla, l’interpretazione più plausibile 3sembra essere che derivi dall’arabo Qal’ at al Gharùn (rocca delle giare). Scavi archeologici hanno dimostrato la presenza dei Romani nel territorio. In diversi periodi si sono succedute molte dominazioni: dai Bizantini ai Normanni ai Saraceni sino ad arrivare agli Arabi. Questi ultimi furono cacciati nel 1076, quando i calatini riuscirono ad espugnare la rocca di Judica portando a Caltagirone come trofeo la campana d’Altavilla. Nell’estate del 1091, dopo aver sconfitto i saraceni nei pressi di Caltagirone, nella piana che da allora fu detta del “Conte”, il conte Ruggero dei normanni entrò trionfante il 25 luglio, giorno in cui la Chiesa cattolica celebra il martirio di San Giacomo Maggiore, al cui intervento soprannaturale il conte attribuì la vittoria per averne invocato l’aiuto. L’espansione vera e propria dell’abitato e il fiorire della sua economia avvennero comunque durante il periodo normanno. Nel 1154 Edrisi, il celebre geografo arabo alla corte di Ruggero il Normanno, descrive così Hisn al-Genūn (Castello dei Genovesi). Questo nome deriva probabilmente dalla presenza di una nutrita colonia di Genovesi giunti intorno al 1040. La fiorente comunità ligure diede manforte al conte Ruggero contro i musulmani durante l’assedio della Rocca di Judica. Nel XIII secolo Caltagirone partecipò alla rivolta contro gli Angioini nei cosiddetti Vespri Siciliani. Fu il nobile Gualtiero di Caltagirone a sollecitare l’avvento di re Pietro d’Aragona nel corso dell’assedio di Messina. Deluso nelle sue aspettative dal nuovo monarca, Gualtiero cospirò contro di lui e fu per questo decapitato in Piazza San Giuliano nel 1283. In seguito allo sviluppo dell’artigianato e del commercio, legati alla produzione di ceramica, il benessere di cui godette la città è facilmente ravvisabile anche nel centro storico di Caltagirone che presenta edifici sacri e pubblici di pregevole fattura.  Nel 1458 sorgeva in cima alla collina maggiore un castello dove si incoronò re di Sicilia Giovanni II di Aragona che, per gratitudine dei soccorsi ricevuti nelle varie imprese da lui compiute, tornò a dichiarare Caltagirone città demaniale. Anche Giovanni di Trastamara e Ferdinando il Cattolico le concedettero e confermarono altri privilegi, tra cui quello del “mero e misto imperio“.  Il 1693 è l’anno che segna una drammatica, radicale svolta per 4Caltagirone. Un catastrofico terremoto la rade al suolo insieme ad altre dieci città: un immane disastro che costò la vita a circa 100 mila persone. La città nell’arco di circa dieci anni risorge con un volto barocco, quello che ancora oggi sostanzialmente conserva. Nella seconda guerra mondiale Caltagirone soffrì dei pesanti bombardamenti da parte degli angloamericani che distrussero alcuni monumenti significativi per la città.

Oggi Caltagirone è una delle più importanti destinazioni turistiche della Sicilia, grazie al suo patrimonio artistico, a tradizioni uniche, alla bellezza dei suoi belvederi. Tra le sue risorse più cospicue vanno ricordati il museo al Carcere Borbonico, Regionale della ceramica e Galleria Civica d’Arte Contemporanea e molti altri, le chiese se ne contano più di 50 e le ville sono numerose tra cui Villa Patti, Villa Milazzo.

Simboli

5Il simbolo di Caltagirone risale al 1030, anno della liberazione della città da parte dei genovesi dal dominio saraceno. I calatini, per riconoscenza, avrebbero adottato nel loro stemma, nel petto dell’aquila che tiene tra gli artigli un osso, lo scudo crociato rosso sostenuto da due grifoni, per ricordare l’antica origine, quella della Repubblica marinara. Con D.P.R. del 6 aprile 1987 Caltagirone è stato insignito del titolo di città.

 

 

1 Response

  1. Gabriele scrive:

    Bellissimo posto!

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